Valutazione abbagliamenti indoor tramite misura dell'indice UGR

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Siamo in grado di stimare gli abbagliamenti creati da impianti di illuminazione indoor. Spesso nelle attività produttive a causa di una non corretta collocazione degli impianti e delle postazioni di lavoro gli addetti sono esposti a fenomeni di abbagliamento. L'abbagliamento si può stimare tramite la stima dell'indice UGR.

Formula per il calcolo dell'indice UGR

 Le misure di Luminanza L vengono effettuate tramite l'utilizzo di un luminanzometro digitale. I valori misurati vengono riportati in una foto luminanza e tramite i parametri geometrici caratteristici di ogni sorgente (angolo solido,indice di Guth..)  viene calcolato l'indice UGR. L'indice UGR può variare da 0 a 100 ma si considera come limite accettabile di abbagliamento per valori inferiori a 19.

 

 L'indice di abbagliamento dipende dalla posizione dell'osservatore.

Nel caso di esempio molto semplificato delle foto l'indice UGR Vale 8.

 

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Trigger anemometrico per anemometro Davis 6410

Il trigger anemometrico toglie alimentazione alle 4 prese del quadro se, per un tempo stabilito, il vento proviene da un determinato settore e la sua velocità supera un certo valore. Qualora per lo stesso lasso di tempo scelto il vento non soddisfi più le condizioni impostate il trigger anemometrico provvede a alimentare nuovamente le prese del quadro.

 


Principio di funzionamento


Ogni secondo vengono misurate velocità e direzione del vento e viene quindi calcolata la media sul minuto dei due parametri. I valori da confrontare con i limiti impostati vengono calcolati, a partire dai dati mediati sul minuto, come media trascinata sul tempo scelto aggiornata ogni minuto. I limiti da impostare sono: direzione minima (Wdmin), direzione massima (Wdmax), velocità limite (Wsl) e tempo di calcolo media, se: Wdmin < WDa < Wdmax e Wsa > Wsl allora alle perse viene tolta l'alimentazione. Wda e WSA rappresentano rispettivamente direzione e velocità del vento mediate sul periodo richiesto.

Glob-Tek Partner di :

Dott. Fisico Maurizio Busetto   www.mauriziobusetto.com  BOLOGNA

A proposito degli OGM


Sono completamente in disaccordo con quanto riferisce il Ministro De Girolamo sugli OGM.

Tutti gli esseri viventi vanno incontro a mutazioni genetiche continue e se oggi siamo diversi dall’uomo di Neanderthal di 100 mila anni fa è perché nuovi geni sono comparsi “spontaneamente” nel nostro DNA o geni preesistenti si sono modificati.

Quindi tutti gli esseri viventi, uomo, piante, animali, sono organismi che vengono geneticamente modificati dall’evoluzione naturale stessa, come sostiene il professor Umberto Veronesi.

Dire che l’Italia è OGM free è una pia illusione perché la soia che mangiano i nostri animali è prevalentemente OGM, altrimenti morirebbero di fame perché la soia non OGM non sarebbe sufficiente.

Di conseguenza anche i cittadini italiani stanno mangiando da tempo alimenti OGM.

Che le piante OGM siano più sicure di quelle tradizionali perché accuratamente controllate è la conclusione cui è giunto già nel 2001 anche il Commissario Europeo per la Ricerca Scientifica dopo aver condotto un’indagine per 15 anni in 400 istituti di ricerca europei con un investimento di 70 milioni di euro.

Il prodotto agricolo tradizionale invece non è controllato e non è vero che i cibi naturali non presentano rischi per la nostra salute. Già nel novembre 2003 la regione Lombardia dovette ordinare la distruzione del 20% del latte ivi prodotto perché contaminato da aflatossine, notoriamente cancerogene, ed oggi la situazione del latte tossico in Friuli Venezia Giulia è del tutto analoga.  Perché le aflatossine nel latte? Perché il mais naturale, un componente importante nella dieta degli animali da latte, può essere contaminato da un fungo parassita potenzialmente cancerogeno che produce micotossine, tra cui le aflatossine.

È dimostrato che il rischio aflatossine è molto alto nelle coltivazioni tradizionali e, invece molto basso nel mais Bt, una pianta OGM che ha acquisito un gene che conferisce resistenza alla piralide, un insetto parassita. In esso, le aflatossine risultano dunque assenti o ridotte a tracce. Per quanto riguarda il tanto paventato inquinamento genetico, sulla base di ricerche condotte in Europa, sono più che sufficienti in genere 25-50 metri di distanza dalle altre coltivazioni di mais.

Non va dimenticato che tutte le piante coltivate dall’uomo per produrre cibo e mangimi per animali non sono naturali ma sono il risultato di incroci e mutazioni. Si parla sempre del contributo degli OGM all’alimentazione ma ci si dimentica del loro prezioso supporto alla produzione di nuovi farmaci, ad esempio l’insulina, un tempo prodotta dal pancreas del maiale ma non perfettamente simile alla proteina umana quindi rigettata dai pazienti. Un batterio OGM è venuto in loro soccorso: nel colibacillo è stato introdotto un gene che codifica l’insulina, isolato a partire da cellule umane quindi assolutamente identica a quella secreta dalle cellule del pancreas umano e senza rischi.

Oggi i pazienti diabetici di tutto il mondo ne traggono enormi vantaggi. Come dice anche il professor Umberto Veronesi, la lotta agli OGM è spesso solo ideologica e infarcita di slogan privi di buonsenso. “La natura e i suoi equilibri non si toccano”, dicono. A questa stregua dovremmo allora accettare che i nostri figli siano colpiti dalla poliomielite perché questo è stato l’equilibrio della natura per migliaia di anni?

O dovremmo accettare le malformazioni congenite e le malattie genetiche senza cercare di prevenirle? C’è infine, in questa faccenda degli OGM, anche un problema filosofico, di libertà individuale: io vorrei alimentarmi con cibo geneticamente modificato perché lo ritengo migliore e più controllato. Ma in Italia non viene prodotto per cui siamo in una condizione di “proibizionismo” di fatto e la libertà individuale di scelta viene impedita. 

 

Prof. Umberto Tirelli Direttore Dipartimento di Oncologia Medica Istituto Nazionale Tumori di Aviano www.umbertotirelli.it  
  

Formula innovativa per il calcolo di DPA CEM

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Proposta di formula alternativa per il calcolo della DPA Cabine MT/BT per casi complessi

 

Ho avuto l’occasione di vedere un certo numero di calcoli di DPA estremamente massimizzati. Il più eclatante è quello pubblicato su un sito dove si considera la DPA di una cabina con n trasformatori semplicemente moltiplicando la singola DPA per il numero n di trasformatori; le distanze così calcolate sono estremamente massimizzate. Nel caso si debba stimare la DPA per un solo trasformatore di potenza superiore a 630 kVA  si propone di  utilizzare la formula riportata di seguito ipotizzando che tutta la corrente del lato bassa tensione sia canalizzata in un unico cavo collocato adiacente il muro interno della cabina, la formula non è altro che una derivazione della legge di Biot e Savart.

 

B = 0,35 × I × D × R-2     

 

Dove I è la corrente circolante nei cavi in ampere (A), D la distanza tra i conduttori in metri (m) e R la distanza dai cavi.  Come valore di corrente (I) occorre inserire la massima corrente circolante sul lato bassa tensione del trasformatore. La corrente si può calcolare con la formula seguente, di derivazione CEI per conduttori in rame,  in funzione della potenza del trasformatore (P in kVA).

 

I = P × 0,4-1 × 3-1/2    

 

La distanza d in metri (diametro conduttori) si può stimare se non conosciuta considerando la massima corrente circolante in un cavo in funzione della sezione fissata pari a 1,3 A/mm2.

 

D = 0,0021 × (I/4)1/2  

Compattando le relazioni precedenti si ottiene  :

 

DPA = 0,015 × P 0,75      Formula di Gavelli per la DPA di un qualsiasi trasformatore

 

Per esempio la D.P.A. calcolata per un trasformatore da 1250 kVA risulta pari a 3 metri dai muri della cabina. Il vantaggio di questa formula è quello di non dover cercare il diametro dei conduttori essendo calcolato matematicamente. Analogamente si può stimare la D.P.A. di una cabina costituita da più trasformatori simulando che tutta la corrente del lato bassa tensione sia canalizzata in un unico cavo collocato adiacente il muro interno della cabina . 

 

DPA = 0,015 × (∑Pi)0,75     Formula di Gavelli per le DPA per più trasformatori

 

Confronto tra formule della DPA generata da due trasformatori da 1000 kVA  e uno da 400 kVA

Metodo

DPA

Validità

Decreto 29 maggio 2008

5,2 m

Massimo 630 kVA

Formula di Gavelli

5,1 m

Qualsiasi valore

Appello di Piero Angela per la ricerca italiana

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Salviamo la Ricerca Italiana

 

https://youtu.be/SysA-F2-drw

 

Gli scienziati invitano l'Unione Europea a fare pressione sul Governo Italiano perché finanzi adeguatamente la ricerca in Italia e porti i fondi per la ricerca a un livello superiore a quello della pura sussistenza. E richiamano il Governo Italiano a fare il suo dovere in questo settore cruciale per il futuro del paese. L'Europa chiede attualmente ai Governi di rispettare i limiti sul bilancio, ma dovrebbe con altrettanta forza pretendere dai governi nazionali una soglia minima di finanziamento alla ricerca e sviluppo, come richiesto dal trattato di Lisbona (2000) e dal Consiglio Europeo di Barcellona (2002), che la fissava al 3% del PIL per il 2010. Il Governo Italiano ha preso questo impegno non solo con l'Europa, ma anche con i cittadini Italiani e ha l'obbligo di rispettarlo. Noi richiediamo che il governo implementi con la massima urgenza un piano pluriennale per portare la spesa in Ricerca e sviluppo dall'attuale 1% fino al 3% del PIL e che lo rispetti nel futuro raggiungendo, sia pure in grande ritardo, l'obiettivo di Barcellona.

 Per firmare la petizione clicca sul link di seguito riportato:

  https://www.change.org/p/salviamo-la-ricerca-italiana?recruiter=511363931&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink