SIGARETTE ELETTRONICHE; COSA ASPIRIAMO ?

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SIGARETTE ELETTRONICHE; COSA ASPIRIAMO ?

Incuriositi sul termine “vapore” usato per le sigarette elettroniche (e-Cig) si è pensato di fare un piccolo esperimento per vedere se si tratta di “vapore” o di PM 10. La prova la potete fare anche voi. Se si tratta di vapore una volta soffiato all’interno di una camera, come per esempio un grande bicchiere, dopo un po’ dovrebbe condensare e diventare liquido. Nella foto si vede un becher riempito di “vapore” illuminato da un fascio laser dopo circa tre ore dal riempimento, non condensa nulla o quasi quindi si tratta di ammasso di PM10. La miscela di glicoli una volta riscaldata “vaporizza” e appena il “vapore” fuoriesce dall’atomizzatore essendo a temperatura ambiente si raffredda e si condensa in particelle molto sottili (PM10) e così rimane per tempi lunghi.

Questo è il motivo per cui se si effettuano misure di PM10 in aree dove è in funzione una sigaretta elettronica si rilevano valori anche molto elevati. A differenza del particolato generato da sigarette classiche, che si ritiene solido nella maggiorparte del volume, relativamente alle sigarette elettroniche sembrerebbe costituito da particelle liquide.

 

 

 

 

PM 10 saldatura a TIG

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NUMERO DELLA MISURA

03-PM

TIPOLOGIA DELL’ATTREZZATURA

Saldatura a TIG su Alluminio

DATA

18/04/2018

TIPOLOGIA AZIENDA

Fonderia alluminio Rovigo

FOTO ATTREZZATURA

 

Impianto aspirazione presente

Presente con velocità maggiore di 2,5 m/s nel punto di saldatura

Dati Ambientali

18 °C

Temperatura Ambiente

55%

Umidità relativa

1065 Pa

Pressione

Parametri misurati bianco esterno

Parametri misurati attrezzatura/impianto

 

µg/m3

µg/m3

PM 2,5

3

30

PM 10

16

114

La saldatura TIG (Tungsten Inert Gas) o GTAW (Gas Tungsten Arc Welding), secondo la terminologia AWS, è un procedimento di saldatura ad arco con elettrodo infusibile (di tungsteno), sotto protezione di gas inerte, che può essere eseguito con o senza metallo di apporto. La saldatura TIG è uno dei metodi più diffusi, fornisce giunti di elevata qualità, ma richiede operatori altamente specializzati. Dalle misure effettuate sembrerebbe la scarsa produzione di polveri sottili a causa del particolare metodo di saldatura a fusione.

INDICE DI RISCHIO

R PMGLOB=  1

BASSO

Riproduzione riservata  Glob-Tek srls  www.glob-tek.it

Misura di PM 2,5 in ambiente domestico e fumo di sigaretta

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Da misure effettuate dai nostri tecnici fumatori sembrerebbe che basta fumare una sigaretta in un locale di 20 metri quadrati per superare i limiti per le PM 2,5.

 

Con il termine PM 2,5 si intendono le particelle di polvere con "diametro" pari a circa 2,5 micro metri capaci di raggiungere fino gli alveoli polmonari creando danni. Le PM 2,5 si creano durante la combustione di legna e combustibili vari, in processi industriali e comunque sono presenti anche naturalmente. In questo articolo si riportano i risultati di una serie di test di misura di PM 2,5 in un locale di circa 20 m2 (volume 60 m3) prodotto dal fumo di sigaretta. Le misure sono state effettuate tramite la tecnologia di Laser Scattering con strumentazione Opustyle Tecnology Co. LTD. Le prove sono state effettuate nell'ambiente chiuso iniziando a campionare ogni 10 minuti in corrispondenza dell'accensione di una sigaretta da 0,8 grammi. La tabella seguente indica i valori di PM 2,5 in funzione del numero di sigarette. Si precisa che il valore di riferimento risulta pari a 29 µg/m3 e che all'esterno dell'edificio durante le misure il valore di PM 2,5 era pari a 4 µg/m3 mentre il valore iniziale all'interno del locale era pari a circa 17 µg/m3. Il sensore è stato collocato a circa 1, 5 metri di altezza nel centro della stanza. Tutte le finestre e prese d'aria sono state mantenute chiuse. 

 

Ordine eventi

Evento

Concentrazione PM 2,5 (µg/m3)

1

Ventilatore spento

17

2

Accensione ventilatore

23

3

Accensione prima sigaretta

221

4

Accensione seconda sigaretta

380

5

Accensione terza sigaretta

527

 

Si osserva che :

 

  1. Già  alla prima sigaretta i livelli di PM 2,5 sono elevati ovvero risultano maggiori di circa 10 volte il limite di riferimento.
  2. L'attivazione del ventilatore alza lievemente i valori di PM 2,5 in aria anche se il pavimento è stato in precedenza lavato.
  3. L'andamento della concentrazione in funzione del numero di sigarette sembrerebbe lineare.
  4. Per riportare il livello di concentrazione a quello iniziale è stato necessario un ricambio d'aria di 15 minuti

 

E' preferibile fumare all'aperto per limitare l'inquinamento all'interno delle abitazioni.

Inquinamento domestico PM 2,5 Sigarette elettroniche (E-CIG)

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I nostri tecnici fumatori, a seguito di test effettuati su sigarette classiche  hanno effettuato alcune prove sulle sigarette elettroniche E-CIG nell'augurio di una minore emissione di PM 2,5. Purtroppo la quantità di PM 2,5 emesse da una sigaretta elettrica è confrontabile con quella emessa da una sigaretta classica.

Con il termine PM 2,5 si intendono le particelle di polvere con "diametro" pari a circa 2,5 micro metri capaci di raggiungere fino gli alveoli polmonari creando danni. Le PM 2,5 si creano durante la combustione di legna e combustibili vari, in processi industriali e comunque sono presenti anche naturalmente.

In questo articolo si riportano i risultati di una serie di test di misura di PM 2,5 in un locale di circa 20 m2 (volume 60 m3) prodotte dal "vapore" di una sigaretta elettronica.

Le misure sono state effettuate tramite la tecnologia di Laser Scattering con strumentazione Opustyle Tecnology Co. LTD. Le prove sono state effettuate nell'ambiente chiuso iniziando a campionare ogni 10 minuti in corrispondenza dell'utilizzo di una E-CIG.

Dopo un ora il valore di PM 2,5 all'interno del locale

era pari a circa 120 µg/m3

Si precisa che il valore di riferimento risulta pari a 29 µg/m3 e che all'esterno dell'edificio durante le misure il valore di PM 2,5 era pari a 8 µg/m3 mentre il valore iniziale all'interno del locale era pari a circa 10 µg/m3. l sensore è stato collocato a circa 1, 5 metri di altezza nel centro della stanza. Tutte le finestre e prese d'aria sono state mantenute chiuse. 

Nel dubbio che il "vapore" potesse nel tempo "condensare" si è provveduto a soffiare il vapore all'interno di una mini camera in plexiglass per valutare l'eventuale riduzione nel tempo (temperatura 20°C Umidità relativa 65%) .Purtroppo anche qui i livelli sono rimasti costanti nel tempo, dopo un ora i valori di PM2,5 erano inalterati. Forse il termine "vapore" non è quello più corretto.

Sicuramente , allo stato attuale, l'utilizzo di E-CIG fa meno male rispetto all'utilizzo di sigarette classiche, ma il nostro mestiere è quello di fisici e chimici, per qualsiasi altra considerazione rimandiamo quindi la palla ai medici e biologici.

 

 

 

 

Rischio da nano particelle

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Un nuovo peri­colo per la salute

A riv­e­larlo sono i ricer­ca­tori di Med­i­c­ina del Lavoro della Facoltà di Med­i­c­ina e Chirur­gia “A. Gemelli” dell’Università Cat­tolica di Roma, che hanno stu­di­ato i liv­elli ambi­en­tali del par­ti­co­lato nell’industria metalmec­ca­nica. Con il ter­mine nanopar­ti­cella si iden­ti­f­i­cano nor­mal­mente delle par­ti­celle for­mate da aggre­gati atom­ici o mol­e­co­lari con un diametro com­preso indica­ti­va­mente fra 2 e 200 nm. Per dare un’idea dell’ordine di grandezza, le celle ele­men­tari dei cristalli hanno lunghezze dell’ordine di un nanometro; la doppia elica del DNA ha un diametro di circa 2 nm. Dai risul­tati è emerso che le attiv­ità di sal­datura , brasatura, taglio laser, mar­catura laser e altre rap­p­re­sen­tano una fonte di emis­sione di par­ti­celle di dimen­sione nano­met­rica suscettibili di creare prob­lemi alla salute umana. Sti­amo val­u­tando un DVR apposi­ta­mente ded­i­cato in grado di definire il ris­chio dovuto alla pre­senza di nano par­ti­celle. Le nano par­ti­celle non ven­gono fil­trate dai comuni fil­tri a maniche di con­seguenza ven­gono immesse nell’ambiente senza atten­u­azione, come dire che i nor­mali sis­temi di fil­trag­gio e di pro­tezione (maschere) risul­tano non adeguati; si stà inoltre val­u­tando l’eventuale prob­lem­at­ica di emis­sione nell’ambiente.

Prog­etto di ricerca in corso

Val­u­tazione del ris­chio da espo­sizione a nano par­ti­celle (NP)

ABSTRACT

Allo stato attuale non esiste un metodo di cam­pi­ona­mento uffi­ciale che per­me­tta di val­utare il ris­chio di espo­sizione al par­ti­co­lato aerodis­perso nano­met­rico (NP). Ogni ten­ta­tivo di val­utare l’esposizione alle NP che carat­ter­iz­zano i nano mate­ri­ali deve essere basato sull’impiego di più tec­niche di cam­pi­ona­mento e di misura. Glob-​Tek si pro­pone come col­lega­mento tra enti di ricerca e indus­trie nella messa a punto di un sis­tema low cost in grado di effet­tuare una adeguata val­u­tazione del rischio.

Approc­cio nella val­u­tazione dell’esposizione a nano particelle

Lo Sci­en­tific Com­mit­tee on Emerg­ing and Newly Iden­ti­fied Health Risks (SCENIHR, 2006) parte dalle seguenti con­sid­er­azioni per la messa a punto di una cor­retta strate­gia di val­u­tazione dell’esposizione pro­fes­sion­ale a NP:

  • non esiste ad oggi un’opinione con­di­visa sulla scelta dei para­metri che devono rap­p­re­sentare la misura più appro­pri­ata nell’ambito della val­u­tazione dell’esposizione (massa, numero, area super­fi­ciale, chim­ica super­fi­ciale, ecc.);
  • non sono al momento disponi­bili cam­pi­ona­tori per­son­ali per effet­tuare mis­ure di NP;
  • devono essere nec­es­sari­a­mente elab­o­rate tec­niche inno­v­a­tive per il cam­pi­ona­mento e la messa a punto di strate­gie per la val­u­tazione dell’esposizione sia in ambito pro­fes­sion­ale sia nel set­tore ambientale;
  • risulta indis­pens­abile indi­vid­uare val­ori lim­ite di espo­sizione pro­fes­sion­ale per le sostanze chimiche aerodis­perse in forma nanopar­ti­cel­lare tenendo pre­senti le even­tu­ali pos­si­bili dif­ferenze che si pos­sono riscon­trare negli effetti bio­logici a sec­onda che si tratti di NP dis­crete o di agglomerati/​aggregati di NP.
  • Raf­fi­nazione di metalli
  • Fusione dell’acciaio
  • Gal­van­ica
  • Taglio met­alli tramite tor­cia termica
  • Fusione dell’alluminio
  • Fusione del ferro
  • Sal­datura
  • Taglio met­alli tramite laser
  • Motori diesel
  • Motori con com­bustibili gassosi
  • Impianti di riscal­da­mento a gas
  • Motori a benzina
  • incener­i­tori
  • For­mazione di aerosol per reazione fra emis­sioni in fase gas/​vapore da mac­chine d’ufficio (toner)
  • Pro­cessi di ret­ti­fica, molatura, levigatura
  • Pro­cessi di foratura ad alta velocità
  • Pro­duzione di nero di car­bone (car­bon black)
  • Pro­duzione di sil­ice vaporizzata
  • Pro­duzione di TiO2 ultrafine
  • Pro­duzione di allu­mina vaporizzata
  • Manipo­lazione di polveri di nanoparticelle
  • Manipo­lazione di depositi col­loidali secchi
  • Pro­duzione di nanotubi
  • Manipo­lazione ed uso di nanopar­ti­celle precostruite
  • Pro­duzione in fase gas­sosa di nanopar­ti­celle precostruite
  • Aerosol di sospen­sioni, soluzioni, mis­cele di nanopar­ti­celle precostruite

Finché non verrà sta­bil­ito quale sia il sis­tema metro­logico più appro­pri­ato per la val­u­tazione dell’esposizione alle NP bio­logi­ca­mente attive, la comu­nità sci­en­tifica con­di­vide l’orientamento di rac­co­man­dare l’utilizzo di diversi tipi di stru­menti per fornire la carat­ter­iz­zazione più com­pleta pos­si­bile dell’aerosol nel luogo di lavoro ove ven­gono prodotte, manipo­late o imp­ie­gate NP. Questo approc­cio, richiedendo l’utilizzo di cam­pi­ona­tori sta­tici, rende dif­fi­coltosa l’applicazione delle nor­mali pro­ce­dure di cam­pi­ona­mento per­son­ale pre­viste per la val­u­tazione dell’esposizione indi­vid­uale ai fini della con­for­mità con i val­ori lim­ite di espo­sizione (pre­messa comunque la man­canza, allo stato attuale, di stan­dard nor­ma­tivi di rifer­i­mento per sostanze chimiche aerodis­perse in forma nano par­ti­cel­lare ) oppure per le elab­o­razioni epi­demi­o­logiche. Sulla base di tali pre­messe è, per­tanto, oppor­tuno svilup­pare un’appropriata strate­gia per il cam­pi­ona­mento e la val­u­tazione, di seguito alcune considerazioni.

Con­sid­er­azioni da pren­dere prima e durante il cam­pi­ona­mento (sec­ondo ISO/​TR 276282007)

Con­sid­er­azioni

Obi­et­tivo

Stru­mento

Sor­gente

Iden­ti­fi­care e local­iz­zare sor­genti sin­gole /​mul­ti­ple di nanopar­ti­celle nell’ambiente di lavoro, iden­ti­fi­care la pen­e­trazione di aerosol ambi­en­tali nel luogo di lavoro

Con­ta­tore di par­ti­celle a con­den­sazione (CPC), reg­is­trare osser­vazioni sulle attiv­ità gen­er­a­trici di emissioni

Ven­ti­lazione

Mon­i­torare il flusso di aria e la trasmis­sione di aerosol attra­verso l’ambiente di lavoro

Anemometri, gas trac­cianti, osser­vazioni e reg­is­trazioni di aper­ture porte e cor­renti d’aria

Attiv­ità nel luogo di lavoro

Inter­pre­tazione dei dati reg­is­trati diret­ta­mente dalla stru­men­tazione in vista delle vari­azioni dei para­metri di esposizione

Sis­tema di osser­vazione, mon­i­torare le attiv­ità che gen­er­ano NP, uti­lizzo CPC

Com­por­ta­mento del lavoratore

Inter­pretare le dif­fer­en­bze spaziali alla luce del tempo di res­i­denza nei diversi luoghi

Sis­tema di osser­vazione, mon­i­torare le posizioni dei lavo­ra­tori rispetto alle sor­genti di NP

Fonte bib­li­ografica: Libro Bianco sulle Nano par­ti­celle Ispesl/​Inail