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 “ VERONA Febbraio 2015  : Un operaio di 33 anni è morto e un’altro è rimasto fer­ito, ustion­ato grave­mente, in un’esplosione, lunedì pomerig­gio in un capan­none ad Arcole, in provin­cia di Verona. Nell’officina si effet­tuano lavo­razioni su auto­cis­terne. L’operaio, assieme ad un col­lega, stava sal­dando una parte di cis­terna. Le cause dell’esplosione, sec­ondo i vig­ili del fuoco, sono i fumi di ben­z­ina ancora pre­senti nella cis­terna ha scar­aven­tato a terra i due lavo­ra­tori. Il primo ha bat­tuto vio­len­te­mente la testa e per lui non c’è stato nulla da fare, il suo col­lega ha ripor­tato gravi ustioni ed è stato ricov­er­ato all’ospedale.”

Ma cosa è successo ?

Nelle nos­tre val­u­tazioni Atex inse­ri­amo sem­pre, in par­ti­co­lare per la sal­datura con aceti­lene ed ad arco, la seguente misura di pre­ven­zione da attuare rel­a­ti­va­mente durante le oper­azioni di saldatura :

“E’ vietato effet­tuare oper­azioni di sal­datura o taglio su recip­i­enti o tubazioni che abbiano con­tenuto liq­uidi infi­amma­bili o com­bustibili senza aver provve­duto ad una adeguata bonifica”

Il ris­chio nasce dal fatto che tutti i vapori dei sol­venti organici (alcool, acetone,benzina,toluene,ecc) sono più pesanti dell’aria di con­seguenza se con­tenuti all’interno, per esem­pio di un fusto, ten­der­anno a strat­i­fi­care sul fondo e rester­anno li, in man­canza di bonifica/​aspirazione per tempi infiniti; in gergo Atex pos­sono creare poten­ziali zone 0. Come dire che anche se la ben­z­ina evap­ora sicu­ra­mente i vapori non ten­der­anno ad andare verso l’alto. Per dare un idea della den­sità rel­a­tiva dei vapori di ben­z­ina, che sono 3,5 volte più pesanti dell’aria, è come se provas­simo a far gal­leg­giare in acqua un blocco di alluminio.

Il sec­ondo aspetto che con­tribuisce al ris­chio è il basso Lel della ben­z­ina; il Lel è quella con­cen­trazione min­ima della mis­cela vapore/​aria in grado di innescarsi che per la ben­z­ina a tem­per­atura ambi­ente vale circa l’1,5 % .

Il Lel però tende a diminuire con l’aumentare della tem­per­atura , per esem­pio all’interno di un fusto riscaldato, il Lel di un vapore organ­ico infi­amma­bile può diminuire di circa 1% ogni 100 gradi, come dire che per innescare vapori di ben­z­ina a circa 100 gradi basta una con­cen­trazione pari a circa il 0,5 %.

L’ultimo aspetto riguarda il fatto che per avere danni seri sono suf­fi­ci­enti pic­cole quan­tità di liq­uido infi­amma­bile. In gen­erale in un ambi­ente con­fi­nato i danni che si hanno, in caso di esplo­sione, con una con­cen­trazione in vol­ume pari al 20 % sono sim­ili a quelli con una con­cen­trazione pari all’80%. Come dire che se abbi­amo un fusto con la mis­cela aria/​vapore che occupa il 20 % del vol­ume gli effetti in caso di innesco sono sim­ili a quelli del caso con riem­pi­mento all’80%. Quindi se con­sid­e­ri­amo un fusto da 1000 litri è suf­fi­ciente avere un atmos­fera poten­zial­mente esplo­siva all’interno del fusto pari a 200 litri. Per avere una atmos­fera esplo­siva con vol­ume di 200 litri, con un vapore sur­riscaldato (100°C) di ben­z­ina con LEL pari a 0,5% ser­vono 1 litro di vapori di ben­z­ina che cor­rispon­dono a pochi grammi di liq­uido.

Rias­sumendo occorre tenere conto dei seguenti aspetti:

  • Tutti i vapori di solventi organici (benzina, toluene, acetone,,) sono più pesanti dell’aria di con­seguenza se con­tenuti all’interno di un fusto rester­anno all’interno per tempi infiniti.
  • Se il fusto è riscaldato il lel diminuisce rispetto alla tem­per­atura ambi­ente e bas­tano poche quan­tità di liq­uido (pochi grammi) per avere danni seri.

Quindi prima di effet­tuare oper­azioni di sal­datura su fusti o tubazioni è nec­es­sario effet­tuare una adeguata bonifica, per esem­pio capo­vol­gendo il fusto o aspirando anche se all’interno sono con­tenuti pochi grammi di liquido.

Non solo benzina

Quanto decritto in prece­denza può avvenire anche con liq­uidi nor­mal­mente non infi­amma­bili a tem­per­atura ambi­ente come per esem­pio gaso­lio, olii, glicole,ecc. Infatti se por­ti­amo per esem­pio del gaso­lio che nor­mal­mente si infi­amma a circa 60 °C a 100 gradi (per riscal­da­mento del fusto) il risul­tato è che si com­porta esat­ta­mente come la ben­z­ina. Quindi la bonifica và ese­guita in modo accu­rato anche nel caso di liq­uidi com­bustibili. Questo aspetto và tenuto conto anche nel caso si uti­lizzino forni in cui ven­gono introdotti mate­ri­ali com­bustibili per esem­pio nei forni di rin­ven­i­mento con met­alli lubri­fi­cati o di essicazione.

Gio­vanni Gavelli

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