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In questi giorni stiamo effettuando un certo numero di valutazioni, tramite misure, di anidride carbonica in ambienti lavorativi e non. I risultati sono interessanti. Senza tediarvi con i dati raccolti in ambito lavorativo vi proponiamo un dato relativo all’anidride carbonica che si sviluppa durante il sonno nelle camere da letto, noi in pratica siamo dei generatori di CO2 molto efficienti. Attualmente, nella normativa nazionale per gli ambienti indoor residenziali non sono presenti limiti, standard. ecc., pertanto si può riferire a valori di riferimento presenti nella normativa di altri paesi o per analogia ad altri standard quali ad esempio quelli relativi all’aria ambiente, o a valori reperiti nella letteratura scientifica.

 

Possiamo quindi assumere per la CO2 residenziale tre diversi livelli di concentrazione:

 

  • inferiori ai 1.000 ppmv sono considerati innocui,
  • tra i 1.000 ppmv e 2.000 ppmv come elevati,
  • quelli oltre i 2.000 ppmv come inaccettabili.

 Nota : ppm = parti per milione

 

Per avere un riferimento  all’aria aperta il valore di CO2 risulta pari a circa 500 ppm.

 

 Il test è stato effettuato in una camera da letto di dimensioni 5 x 4 x 3m con le finestre chiuse ovvero senza ricambi d’aria e con una persona che ha dormito 7 ore. Di seguito si riporta il grafico della concentrazione rilevato nelle ore di sonno.  Prima di far partire l’acquisizione è stato effettuato un incisivo ricambio d’aria (550 ppm) e il sensore è stato collocato a un metro di altezza.

 

 

 

Osservando il grafico si rileva che già dopo due ore i valori di CO2 superano i 1000 ppm ovvero iniziano ad essere elevati arrivando dopo circa 6 ore al valore massimo pari a 1200 ppm. Occorre considerare che la stanza da letto considerata è ampia e che il generatore di CO2 era una persona sola. La crescita asintotica è spiegabile probabilmente a uno o entrambi i seguenti fattori :

 

  • il generatore di CO2 non genera un flusso costante ma una volta nella fase di sonno più profonda il tasso di emissione diminuisce, chiederemo a qualche biologo.
  • essendo comunque presenti degli spifferi la concentrazione di CO2 si porta a un valore di equilibrio che è funzione comunque del ricambio d'aria e del tasso di produzione di CO2.

 

A questo punto è logico pensare che per stanze più piccole e con più persone si possano raggiungere livelli di CO2 non accettabili. Alcune guide indicano come superficie minima per persona una superficie pari a circa 30 metri quadrati.  La soluzione è quella di effettuare un bel ricambio d’aria prima di coricarsi e di fare in modo che comunque ci sia un minimo di ricambio d’aria (finestra lievemente aperta, porta della camera da letto aperta) negli ambienti. Nella parte finale del grafico è stato effettuato un ricambio d’aria (finestra spalancata) per circa un minuto passando da 1300 ppm a 800 ppm che però non è stato sufficiente, ci sono voluti 5 minuti di ricambio per avere una significativa riduzione dei valori di CO2.

 

 

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